Informazioni personali

X è Chi se ne frega dei trend, dei cliché, delle etichette, degli stereotipi. Chi se ne frega di cosa potrebbero dire gli altri, chi fa perché gli va non perché deve. X è Chi ogni tanto sa spararsi un bel ECHISENEFREGA perché c'è sempre una soluzione a tutto.

mercoledì 30 novembre 2011

Di palo in frasca.

Nasco il 30/11/1980 e già all'anagrafe sono diviso da 2 nomi, solo uno mi fa da cognome. Per l'astrologia non ci sono dubbi. Per metà  uomo e per metà cavallo, mentre in testa gli emisferi invano si contendono il controllo. Scrivo con la sinistra, ma faccio tutto il resto con la destra. Frequento il classico pur sognando l'artistico. Punto a Tecniche Pubblicitarie e mi laureo in Lingue. Per la pubblicità mi faccio in quattro tra matita, penna, foto e video, ma essenzialmente mi spacco in due. Art a tempo pieno. Copy a tempo perso. Nel tempo libero affido alla natura quello che mi avanza. Il mare d'estate con il diving, la montagna di inverno con lo snowboard. Vivo facendo la spola tra Estro e Ratio. Per alcuni sono solo uno sbalestrato, per pochi intimi talvolta un genio.

venerdì 4 novembre 2011

In un zip.

Mi aggiro con lo scooter in una città uggiosa. Le strade sono più grigie e malinconiche che mai. Vago tra discese e salite alla ricerca del ristorante in cui mi ha dato appuntamento mia sorella. Ho come l’impressione però di non controllare completamente il motociclo,che fa di testata sua. Su un dosso che nasconde l’orizzonte lo scooter schizza via, ma come un X-fighter riesco a riappropriarmene in volo. Altro giro, altra prova. Nei pressi di una piazza lo scooter prende nuovamente velocità e vengo catapultato per aria. Per contenere il salto mi aggrappo ad un lampione che per forza centrifuga si avvita a quello a fianco come un tralcio di vite. Scendo giù ancora roteando come un acrobata. Faccio il disinvolto con la speranza che i vigili urbani - intenti a multare una coppia di ragazzi - non mi abbiano visto. Macché, 'sti due non aspettavano altro. Sembrano Gianni e Pinotto. Gli spiego che mi dispiace e che non l’ho fatto apposta e poi non mi sembra si tratti di un’infrazione. Pinotto mi fa capire che se potesse chiuderebbe un occhio ma non è lui che comanda. Così, redatto il verbale, continua a giocare al pc con Gianni. Stanno giocando a Street Fighter con i personaggi che disegnano in tempo reale su una tavoletta grafica. Il computer interpreta e ottimizza le bozze fatte a mano. Ormai ignorano me e la mia curiosità giacché la multa è stata emessa: 700 €. Una cifra ragguardevole per un precario. E poi dovrebbe essere il comune a pagare me per questo pezzo di Street Art che chiamerei “Intralcio di Luci”.

mercoledì 2 novembre 2011

very low cost.

Su questo aereo le file per i passeggeri non sono 6, ma appena la metà. 2 a destra e solo 1 a sinistra. Il velivolo è equipaggiato in maniera essenziale, nessuna rifinitura, siamo a contatto con la lamiera del telaio. Insospettito mi dirigo in cabina di pilotaggio. Non c'è neanche questa. Il pilota siede in un angolo su una sedia di ferro da arena estiva, come un qualsiasi autista di autobus. E a guardare bene non c'è neanche il copilota. E se si dovesse sentire male? Come leggendomi nel pensiero il pilota cerca di rassicurami indicandomi l'ala sinistra, facendomi notare che è nuova. È stata appena cambiata ed è verde bottiglia. Ondeggia al vento come carta velina e ha la consistenza dei giocattoli in plastica Made in China di pessima fattura. L'aereo si avvia su una pista che curva a gomito dietro un palazzone di cemento grezzo prospiciente su un mare nero. Se l'avessimo presa più velocemente saremmo sprofondati a testa in giù. Ma in realtà non decolleremo su questo velivolo. Ce n'è un altro che ci aspetta a bordo pista, in bilico come a bordo vasca. Voleremo con un golf caddy alato. La stiva non è altro che uno zainetto di plastica trasparente già mezzo pieno. E pensare che l'ultima volta mi ero lamentato perché il nostro canadair di linea atterrava in un sottopassaggio in mezzo all'oceano.